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Il “Wokismo” come costruzione politica: la fabbrica del nemico nella comunicazione della destra contemporanea

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  Negli ultimi anni, il termine “wokismo” è diventato uno degli strumenti più ricorrenti della retorica politica di destra, tanto in Italia quanto nel resto del mondo occidentale. Ciò che un tempo indicava la consapevolezza sociale nei confronti delle ingiustizie — l’essere “awake”, svegli di fronte alle discriminazioni — è stato progressivamente trasformato in una caricatura utile a scopi politici. In Italia, Giorgia Meloni ha fatto ampio uso di questo termine, soprattutto nei contesti in cui occorre ribadire l’identità nazionale o denunciare presunte derive “ideologiche” della cultura progressista. Ma dietro questa parola apparentemente marginale si nasconde una strategia comunicativa precisa:  costruire un nemico simbolico , capace di catalizzare paure diffuse e di rafforzare il consenso attorno a un progetto politico che si presenta come difensore della “normalità”. La funzione del “nemico culturale” Il meccanismo è vecchio quanto la politica stessa: semplificare la comple...